domenica, 19 novembre 2006

Pudica
 
Il tuo corpo vibra mentre con le labbra scendo dal collo e mi soffermo su capezzoli. Sussulti quando la lingua percorre il contorno dell’ombelico, ed il tuo corpo mi si offre con voluttuosa morbidezza. Ma una mano corre sempre a coprire la tua parte più intima, so che ti piacciono i miei baci e la mia lingua, e mi diverte questo tuo ultimo sussulto di pudore.
La tue dita sono serrate con forza a protezione del tuo sesso interamente depilato, e so che non servirebbe tentare di spostarle. Allora inizio a mordere l’interno delle tue cosce ed anche se non lo vedessi i tuoi gemiti mi indicherebbero che ora la via è libera………..
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 17:54
Permalink ¦ commenti (17) ¦ commenti (17)(popup)
categoria : eros
lunedì, 13 novembre 2006



Happy days

Stamani ero sotto il getto della doccia, i miei pensieri spaziavano dal desiderio della pelle della mia donna a quello di far tornare in positivo i miei conti correnti. D’un tratto ……

FLASH …… Sono seduto sul sedile del passeggero della 850 Coupé rossa di Mario. Nel cruscotto rivestito in legno, e cosparso di interruttori a leva, un’autoradio con le giganti cassette stereo 8 diffonde ad alto volume nell’abitacolo le note di una canzone di Battisti, Sì viaggiare. Ci pare che questa sia la giusta colonna sonora, anche se non si tratta di un viaggio vero e proprio; la strada è lunga poco meno di una ventina di chilometri, e costeggiando la laguna ci riporta a casa. Un diciassettenne (io) ed un ventenne (Mario) arrivati a Grado in una sera d’estate sul finire degli anni ’70 con l’idea di rimorchiare qualche turista straniera, e finiti a bere una birra ed un cuba libre (io ho bevuto birra, Mario il whisky e coca che avrei scoperto solo dopo un paio d’anni chiamarsi cuba libre). Il diciassettenne è abbastanza ingenuo ed “innocente”, un tipo alla Ricky Cunningham che segue il più vissuto Mario-Fonzy, il quale proprio come il personaggio della serie in realtà finge una sicurezza ed un’esperienza che non ha; ma anche questo lo avrei capito qualche anno dopo. Mario in realtà non è un mio amico, ma il cugino di un amico (del resto in questa situazione anche io sono il cugino di qualcuno) venuto come me a trascorrere l’estate in questa cittadina di mare da cui nelle giornate limpide si vede il castello di Miramare a Trieste. I miei amici formano un piccolo gruppo musicale che si esercita in uno scantinato e che a volte riesce ad esibirsi di sera nei camping e nelle parrocchie, io fungo da tecnico del suono (ovvero saldo al volo i fili che fondono durante le esibizioni) ed a volte faccio da supporto al batterista con le percussioni; il repertorio una sorta di new age intimistico ispirato alla fede. Loro sono quelli “fighi” e azzimati, ricercati dalle ragazze, io quello più imbranato ed insicuro ed è inevitabile che mi senta attratto dalla figura di Mario, una sorta di James Dean della provincia italiana; così passiamo l’estate insieme, io con l’idea di “imparare” ad essere più disinvolto e lui probabilmente perché non è riuscito a trovare altro pubblico che me. FLASH

Sono ancora sotto il getto d’acqua, sono passati solo pochi secondi. Mi stupisco di come questo ricordo sia sorto così improvvisamente vivido (sono notoriamente smemorato), ma mi sento molto più caldo di quanto non sia giustificato dalla doccia. Anche noi in Italia abbiamo avuto i nostri happy days, e sono contento di essere riuscito a viverne gli ultimi anni……

impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 22:46