
Caldo.....
Molto caldo, una fetta di anguria per placare l'arsura e la voglia di refrigerio. Affondi le labbra nel frutto succoso e quella goccia birichina sfugge dalla morbida piega della bocca ..... scende lentamente ed inesorabilmente ..... seguendo le linee del collo, e più giù....
Lascia che ti ripulisca e plachi la mia arsura

Si comunica in vari modi: con il corpo, con la gestualità, con gli sguardi, con la voce e con le parole scritte. A volte ciò che vogliamo comunicare è contraddittorio, ovvero diciamo una cosa ed il linguaggio non verbale segnala l‘opposto, oppure siamo convinti di dare un chiaro messaggio attraverso atti e parole mentre invece questo viene recepito in modo difforme dalle nostre intenzioni; questo si può chiamare difetto di comunicazione.
E’ un difetto che in passato mi veniva addebitato in ambito professionale, e nonostante i notevoli miglioramenti ancora oggi alcuni miei collaboratori tendono a confondere le mie parole (e le mie direttive).
Leggendo qua e là i vari blog sto riscontrando la medesima situazione, chi scrive (e chi commenta) viene interpretato diversamente dai vari lettori.
E’ evidente quindi che ciascuno di noi tende ad “interpretare” ciò che sente o legge, mediandolo in base alle proprie esperienze e persino al proprio stato d’animo; però se è quasi impossibile intuire i pensieri e le intenzioni di chi si conosca bene lo è a maggior ragione nei confronti di chi non si conosca affatto. Neppure un mago riuscirebbe a dedurre da poche parole quale sia la storia personale di chi sta scrivendo, forse se ne potrebbe intuire la psicologia, ma non certo le esperienze e la situazione oggettiva.
E allora io mi domando perché accanirsi nel volere attribuire intenzioni e significati che non siano esplicitati? Mi spiego: se io scrivo “bianco” perché qualcuno deve pensare che io volessi intendere bianchiccio, o grigio, o ancora nero? Io posso scherzare con alcuni blogger con cui credo di avere una certa confidenza, ma in ogni caso cerco di leggere le parole solo per ciò che sono, la descrizione di un evento o di uno stato d’animo, senza “dietrologie”.
Mi stupisco invece di quante persone invece vogliano trovare differenti significati nelle parole di altri, e di quanto questa loro personale percezione scateni reazioni sovente pervase di acrimonia. E quindi mi domando se il difetto sia realmente nella comunicazione, o piuttosto non vada cercato nel desiderio di contrapposizione e di rivalsa (nella litigiosità ad ogni costo) di chi legge.
p.s. se desiderate un esempio di comunicazione chiara ed inequivocabile leggete il mio post precedente ………. (sic!)

