
Domenica pomeriggio
Ho già parlato di lei; bella quarantenne con il fisico di una trentenne, alta e slanciata, con lunghi capelli ricci e neri.
E durante il sesso urla, sempre, dal primo all’ultimo momento.
Ieri sera mi sono fermato a dormire da lei, sul basso futon griffato. Già, lei acquista solo prodotti di griffe, dai mobili agli abiti alle scarpe (molte, e parecchie con il tacco alto, da indossare senza null’altro se non la corta peluria nera che incornicia appena il pube).
Stamattina abbiamo fatto colazione nell’ampia cucina, in sottofondo un cd di Metheney e qualche latrato in lontananza; mentre riordinava l’appartamento sono uscito ad acquistare un quotidiano. E mentre camminavo tra gli alberi il pensiero è andato a questa strana donna; un rapporto conflittuale con il cibo che non ha mai superato del tutto, intollerante verso la maggior parte delle persone (bimbi e cani compresi), ma con una sessualità vorace, disinibita ed insaziabile.
E dice che il momento che predilige, in cui si esprime al meglio, è la domenica pomeriggio (!!!)
Vuole che l’aspetti steso sul letto, nudo, mentre lei si “prepara”; sa bene quale effetto mi faccia il suo apparire stagliata nel riquadro della porta, i lunghi capelli sciolti sulle spalle, il corpo flessuoso interamente nudo e le lunghe gambe sostenute dai decolleté neri tacco 12.
Si avvicina con il suo passo flessuoso, lo sguardo che passa dai miei occhi alla mia erezione. Muovendosi a gattoni sul basso letto si avvicina e cinge il membro con entrambe le mani che faticano a contenermi. Poi pone le gambe ancora calzate ai lati del mio petto e si siede sul mio volto; inizia a strofinare le labbra depilate sul mio volto, per porgere il sesso bagnato ai miei baci ed alla mia lingua sino a che un orgasmo non la scuote e cola sui miei baffi e sul mio mento.
Dice di essere multiorgasmica, e le sue grida a malapena soffocate sono la colonna sonora dei nostri amplessi. Piano piano scivola verso il basso, fino ad accogliermi nel suo ventre; le mie mani sono indecise tra il tenere ed accompagnare il movimento dei glutei sodi e vellutati e stringere i seni pieni torturando i capezzoli turgidi mentre vedo il mio pene scivolare dentro e fuori tra le sue gambe divaricate.
Si sfila per consentirmi di prenderla da dietro, le natiche sollevate e divaricate mentre la testa poggia sul materasso; vuole che spinga a fondo mentre la allargo con le mani e pare che goda in continuazione. Poi mi prende in mano e dopo essersi bagnata l’ano con la sua stessa saliva mi guida dentro questa nuova via, sino ad ora non aveva voluto ma ora mi chiede di entrare tutto nel suo culo. E grida sempre più mentre scopandola dietro con una mano le strizzo un seno e con l’altra masturbo il suo clitoride gonfio come un piccolo pene.
Oggi vuole un finale differente, si sdraia supina, mi insaliva il membro affinché io possa strofinarlo sui suoi capezzoli. Poi lo prende in bocca, succhia, ingoia sino in fondo, lecca il glande per scendere sino alle palle..... mi dice sempre che ho un buon sapore...... mi fa mettere a cavalcioni sul suo ventre, vuole vedermi godere, stavolta. Le sue mani percorrono sempre più velocemente il mio membro lucido di saliva e turgido ....... sento il piacere ingrandirsi e gonfiare dentro di me sino a che abbondanti schizzi accompagnano il mio orgasmo. E lei grida, dice che la esalta vedere i getti di sperma, apre la bocca per accogliere i miei ultimi spasmi. Poi si passa le dita affusolate con unghie lunghissime sui seni e sul volto per raccogliere quanto io vi ho sparso, e si porta alle labbra il liquido bianco e denso.
Il pomeriggio della domenica è volato in un attimo. E credo che passerà velocemente anche la sera... aspettiamo una sua amica....