
Il risveglio
Mi sveglio e sento il tuo corpo caldo accanto a me. La veste semitrasparente che hai indossato ieri sera per lasciarmi intravedere le tue splendide forme è sollevata e il tuo sedere è lì, esposto al mio sguardo ed alle mie carezze.
Provo un’attrazione magnetica ed irresistibile per le tue natiche, mi piace poggiarvi la mano, e poi carezzare lievemente seguendo la curva piena e morbida per scendere all’attaccatura della coscia. Le mie carezze ti svegliano, ma anziché voltarti verso di me rimani di spalle, spingendo il bacino per farlo aderire al mio ventre. La mia erezione, già iniziata con le mie prime carezze, si spinge a strofinarsi all’interno delle cosce; lo prendo con la mano e spingo il glande a giocare con il clitoride e a carezzare le labbra. Ti sento già fradicia ed è facile entrare dentro di te.
E’ mattino, ed il desiderio è meno avido ed irruente rispetto alla sera precedente. Almeno per ora.
Inizio con movimenti lenti, entro sino in fondo e poi esco; mi piace moltissimo sentire che ogni volta ti apri per accogliere i miei affondi, mentre la mano alterna carezze ai seni e strizzate di capezzoli con altri tocchi a carezzarti tra le gambe, per giocare col clitoride dopo essermi bagnato le dita nella tua bocca.
Ti sposti per metterti completamente prona, in modo che possa poggiarmi sulla tua schiena mentre i nostri movimenti diventano mano a mano più avidi e frenetici; ogni volta che affondo i denti nella carne della tua nuca ti esce un grido strozzato che mi stimola ad affondare e mordere più forte.
Stesa sotto di me allarghi le braccia a croce, ed io seguo le tue braccia sino ad intrecciare le mie dita con le tue. Ora alzi il bacino, per accogliermi meglio e per poterti aiutare con le dita a raggiungere un orgasmo violento che arriva dopo pochi attimi.
Ti sfili da sotto il mio corpo, vuoi assaporare il mio membro bagnato dei tuoi umori, lambisci tutto con la tua lingua morbida e calda, partendo dai testicoli rasati per seguire l’asta e stringere delicatamente tra le labbra il glande. E poi all’improvviso, di tanto in tanto, un affondo rapido e deciso che spinge la mia erezione sino in fondo alla tua gola. Mi chiedi di toccarmi, mi bagni la mano e ti soffermi a guardarla da vicino scivolare su è giù, con movimenti ritmici. Sei lì a pochi centimetri ed io lo strofino sulle tue guance, lo faccio passare sulle tue labbra che si schiudono per riceverlo; vedo le tue guance gonfie del mio desiderio. La tua mano si sovrappone alla mia in questa sorta di masturbazione.
Ma è ancora presto, ora sei tu a salire a cavallo del mio pene che sparisce subito nella tua vagina rovente e gocciolante di umori. Lo afferro ancora con una mano per forzarlo in un movimento rotatorio del glande appena dentro di te, e sento i tuoi spasmi ed i tuoi mugolii mentre lo premo con forza contro il tuo clitoride, spingendolo avanti ed indietro.
Ora ti muovi con velocità, porti anche me al piacere, ma non appena senti i primi caldi schizzi del mio seme ti affretti a sfilarti per accoglierlo quasi tutto in bocca. Riesci a darmi un orgasmo intenso e lunghissimo, mentre le mie unghie segnano la tua schiena e le tue spalle.
Mentre cammini esibendo tutta la tua splendida femminilità nell’uscire dalla stanza vedo alcune gocce di me scendere lungo la tua coscia tornita.