
Fedi is back
Pensando a quando ti sei sfilata gli slip in auto per farti toccare da me ho deciso di farti uno “scherzo”. Stasera sono io ad essere uscito senza boxer, ed indosso un paio di jeans chiusi da bottoni e senza cintura.
Dopo essermi incollato alle tue labbra a lungo ti accompagno all’auto ed inizio a guidare verso casa. Ridiamo e scherziamo lungo il tragitto, quasi a nascondere il desiderio che proviamo l’uno per l’altra, e nel gioco di carezze un tuo dito malizioso si insinua tra un bottone e l’altro dei jeans: sorpresa! Anziché il tessuto elastico dei boxer il tuo dito incontra la pelle nuda, ed i tuoi occhi assumono un’espressione a mezzo tra il sorpreso ed il malizioso. Non occorre che io ti dica nulla, in un attimo hai aperto tutti i bottoni e stai già stringendo il mio membro tra le mani, mi guardi ancora e mi chiedi se puoi baciarlo.... domanda retorica, neppure il tempo di voltarmi verso di te che la tua testa è scesa tra le mie gambe e le tue labbra iniziano a succhiare avidamente. Incurante delle auto che nel buio della sera passano accanto a noi, ma non del piacere e del desiderio che scateni, riesco ad arrivare a destinazione.
Entriamo ostentando una calma ed una tranquillità che nessuno dei due ha, le nostre giacche volano in un attimo, entrambi sappiamo che non arriveremo sino alla camera da letto. Le bocche si ritrovano, le lingue si cercano e si inseguono in una danza di voluttà, le mani sono ovunque sui nostri corpi. Avremo tempo più tardi per godere dei nostri corpi nudi, ora esiste solo il desiderio pressante di sfamarci possedendoci, subito e qui senza neppure togliere gli abiti.
Ti appoggi al tavolo in granito e mi sbottoni i pantaloni, poi ti volti e sollevando la corta gonna porti il mio membro a sentire la pelle calda sopra le autoreggenti. Scosti lo slip di pizzo, ti porti le dita alla bocca bagnandole di saliva che porti sul mio membro, ti aiuto facendo altrettanto. Ora è bagnato e lo appoggi chiedendomi di spingere, senza alcuna fatica apparente sono nel tuo culo.
“Lo sai dove sei? sei nel mio culo, fammelo sentire!”
Stavolta non mi chiedi neppure di fare piano, mi vuoi sentire dentro di te, tutto e sino in fondo. Ti spingo il busto sul tavolo e ti allargo le natiche per spingermi sempre più dentro, guardandomi mentre mi faccio strada spostando il pizzo nero. Ti rialzi e sollevi una gamba poggiandola sul tavolo, “spingilo dentro tutto, anche le palle!” mi dici mentre con una mano cingo il tuo fianco e con l’altra inizio a masturbarti. Ben presto le tue dita sostituiscono le mie, così posso stringerti ed attirati a me con maggiore forza. Il desiderio è sempre più lussurioso ed i nostri movimenti sempre più scomposti, la bramosia di possederti è violenta. “Mi fai male” dici, ma non è un invito a rallentare, tutt’altro, è un’esortazione a prenderti con sempre maggiore foga; ti piace che ti faccia sentire un po’ di dolore.
Ed io non rallento, questo amplesso ha un che di animalesco che fa perdere ogni inibizione; l’odore del sesso che si spande nell’aria aumenta la nostra eccitazione.
Mi chiedi di aspettarti, è difficile resistere ora ma mi costringo a rallentare..... gioco con il mio membro uscendo completamente per poi poggiarlo leggermente all’esterno dell’ano prima di rientrare per tutta la sua lunghezza, mentre il movimento delle tue dita sul clitoride è sempre più veloce e frenetico. Ti prendo la mano per inumidirti le dita e sento sulle labbra e sulla lingua il tuo sapore.
Ecco, stai per giungere all’orgasmo ed allora accelero anche i miei movimenti, il tuo piacere giunge scuotendoti tutta mentre dalla tua gola escono versi gutturali e finalmente anche io posso lasciarmi andare riempiendoti di caldo sperma.
Rimaniamo così, io dentro di te, a lungo; la tua gonna alzata ed i mie jeans calati alle caviglie, mentre da dietro ti bacio e mordo la nuca.
Abbiamo fatto parecchio “rumore”, chissà se il mio vicino stasera era in casa....