
Lo specchio
Già sapeva dei grandi specchi che rivestono l’armadio della mia camera, ma quando li vede le sfugge un sorriso accompagnato da uno sguardo ammiccante; forse non mi aveva creduto, o forse pregusta le immagini che tra poco potrà vedervi riflesse.
Ha labbra morbide e succose, che viene voglia di mordere, e difficilmente mi tengo una voglia. Ha un corpo flessuoso ed elastico, magro ma dotato delle giuste rotondità. Natiche di cui riempirsi le mani, da baciare delicatamente, da percorrere con la lingua insistendo nella piega della coscia (uno dei miei punti preferiti), da divaricare leggermente per percorrere il solco sino all’ano. Seni pieni e sodi, con pelle vellutata, e capezzoli turgidi ed eretti come due piccoli peni, da stuzzicare con la lingua e con i denti, da stringere tra la lingua ed il palato per gustarli come una rara prelibatezza, da strizzare tra le dita e da tirare per godere della sua espressione di piacere misto a dolore.
Mi piace esplorare e gustare la sua pelle baciando e leccando ogni piccolo anfratto, scendendo dalle sue labbra lungo il mento ed il collo, soffermandomi sul petto per stringere i seni tra le mani, avvicinandoli per avere entrambi i capezzoli nella mia bocca. Scendere all’ombelico mentre le mie mani carezzano ancora i seni per poi percorrere i fianchi.
Tiene le gambe strette, ed oppone resistenza al mio tentativo di allargarle per tuffarmi nel suo sesso caldo e profumato, mi piace questo gioco. Quando riesco a farmi strada le sue mani vanno a coprire la vulva incorniciata da una corta peluria scura (la prossima volta mi diletterò nel raderla completamente), ma in realtà non sono lì solo a coprire, le dita carezzano ed aprono leggermente il sesso, le bagna nella mia bocca prima di riportarle a giocare tra le sue cosce.
La mia testa scende, mi piace il suo gusto dolce, succhiare con le labbra e sentire sulla lingua il calore umido e la morbidezza “viva” del suo sesso. Le sua mani giocano con la mia erezione mentre io continuo a sguazzare nei suoi umori, mi stacco per un attimo e mi sollevo sul busto per potere a mia volta godere della sua bocca che avidamente accoglie il mio membro.
Mi lecca, percorre tutta la lunghezza con la lingua e con le labbra, che si stringono attorno al glande; mi spruzza la sua saliva che poi spande con la bocca, alternando leggeri movimenti in punta ad affondi che lo fanno arrivare sino alla gola.
Torno a dedicarmi al suo ventre, ma solo per poco, ora siamo pronti per fonderci. E’ un po’ stretta, mi bagno di saliva la mano per “ungermi” cosicché riesco ad entrare più agevolmente. In fondo, sento il glande strofinare e spingere sulla parete, vedo che così le piace, e lei contraccambia facendomi sentire le sue contrazioni. La sento che mi accoglie e mi stringe contemporaneamente.
Le nostre bocche non cessano di cercarsi, in baci passionali dove le lingue si cercano e poi si districano per andare a cercare il collo, o le orecchi; le lecco gli occhi. Le dita delle mani si intrecciano, quando non porto i palmi sotto i suoi glutei per sollevarli ed aiutarmi a penetrarla sempre più a fondo.
Ma non siamo paghi, stasera vogliamo tutto, proprio tutto di noi. Mi stacco da lei e mi alzo, la faccio avvicinare, inginocchiata, al bordo del letto, e dopo essermi lubrificato per bene le entro anche nel culo. La tentazione di muovermi con foga è molta, e non sempre riesco a trattenerla, nonostante mi accorga che i miei affondi più violenti le strappino dei mugolii più di dolore che di piacere. Ora è lei ad allontanarsi, mi fa stendere sul dorso, e scendendo lentamente mi guida ancora dentro il suo ano.
Allargo le sue natiche con le mie mani, mentre le sue si dedicano alla masturbazione; è tutto così eccitante che devo fare un grande sforzo per non lasciarmi andare all’orgasmo.... è presto, voglio godere ancora di lei. Rimango sdraiato sul dorso, ma mi avvicino al bordo del letto, voglio che si volti dandomi le spalle.
Così può poggiare i piedi a terra mentre si muove su e giù, e con movimenti concentrici con il mio membro nel culo, ed io posso sollevare il busto e carezzarle il seno con una mano mentre l’altra aiuta le sue a carezzare la fica gocciolante.
Lo specchio davanti a noi mi rimanda l’immagine del suo sorriso estatico ed ammiccante, sornione come quando è entrata in camera.