
Tea for three
Ci troviamo in un’elegante pasticceria del centro, per il the. Arrivo e la trovo amabilmente persa in dialogo con un’altra donna, non mi aveva detto che ci sarebbe stata questa amica – si intuisce una grande confidenza tra di loro. Una mora ed una bionda, entrambe vestite con pantaloni e morbide maglie in cachemire che anziché celare esaltano la loro elegante femminilità; paiono due lati della stessa moneta. Mi accomodo e mi unisco alla conversazione, dopo le presentazioni di rito.
Come d’uso mi offro di accompagnarle a casa, dopo il the, mi dicono che ceneranno insieme e mi dirigo verso casa della mia amica.
Ancora non so che la loro cena sarò io.
Arrivati nel cortile dello stabile patrizio mi accingo a salutare quando mi invita a salire per un aperitivo, ed ora non mi sfugge lo sguardo di intesa che passa tra le due donne. Mi piace molto la sua casa, il caldo parquet, le ampie finestre coperte da candidi veli sapientemente drappeggiati, i divani damascati ricoperti da morbide stole (anche queste in cachemire). Un potente impianto diffonde una musica limpida e perfetta, sia per qualità che per scelta dei brani.
Non ho mai avuto occasione di avere due donne – insieme – ma sono stranamente calmo e rilassato. L’aperitivo era una evidente quanto elegante scusa, non appena tolti i soprabiti le due si siedono su di un divano e iniziano a baciarsi. Baci e carezze sensuali, talmente aggraziati e sfiorati da apparire come la cosa più naturale al mondo. E la grazia dei loro movimenti segue il lento e deciso cadere degli abiti, le mani e le bocche che seguono il contorno degli indumenti intimi prima di sfilarli; la sconosciuta si dedica ora ai miei abiti, che mi toglie con pochi gesti decisi, prende a carezza il mio membro eretto e lo porge come un’offerta alla bocca della nostra amica.
Ho un’intuizione, capisco che io sono solo un mezzo, quasi un alibi per permettere e giustificare la loro intimità; non condivideremo tutto ma saremo due diverse pietanze per una sola commensale.
La bionda (l’altra pietanza) continua a porgere il mio membro alle labbra della mia amica bruna, mentre con le dita dell’altra mano scende a giocare con i corti peli che incorniciano il pube dell’ape regina. Ora sono le mie labbra e la mia lingua a proseguire questa opera di riverenza ossequiosa tra le sue gambe, mentre le due si carezzano e si baciano, sfiorandosi appena le bocche. Ora la bruna è stesa sul divano, e l’altra mi dirige dentro la sua vagina bagnata e caldissima.... si porta dietro la sua testa e le prende le caviglie allargandole le gambe per porgere il suo sesso ai miei affondi lenti e controllati. Il suo pube glabro è ora sopra il viso dell’altra che la lambisce delicatamente con la lingua, aprendole le labbra; sempre tenendo le caviglie la bionda mi guarda divisa tra l’estasi del piacere che le da quella bocca tra le sue cosce ed il fastidio di dovere dividere l’oggetto dei suoi desideri con me, i nostri volti ravvicinati, le nostre bocche lontane anni luce.
Mi spinge fuori con un gesto secco, per andare a gustare gli umori che io ho contribuito a sprigionare, mentre il mio membro torna ad essere avviluppato da quelle labbra seriche e carnose che lo avvolgono con desiderio e voluttà. E’ ancora più eccitante questa sorta di antagonismo tra me e l’altra, e lei ne attinge a volontà, esprimendo il suo piacere con gemiti e scosse del corpo, una mano sui miei testicoli e l’altra a trattenere stretta contro il suo pube la testa della bionda.
Questa si sottrae a questa carezza lasciva e si alza, prende dalla borsa uno slip con un grosso fallo e lo indossa, mettendolo in competizione con il mio tra le labbra dell’amica. Quasi mi viene la tentazione di provare a leccare questa imitazione di transessuale, ma so che non me lo permetterebbe; infatti si sdraia a sua volta sul divano, col fallo eretto su di lei attirando a sé la bruna che se lo infila agevolmente. Le due donne sono ora unite in questo abbraccio lubrico, le loro bocche si cercano ed inseguono con avidità mentre la bruna si muove per essere penetrata sempre più a fondo... le mani della bionda carezzano ora i seni ora i fianchi dell’altra, per poi scendere a carezzarne i glutei morbidi e formosi, sino a che non li apre per esporre alla mia vista ed al mio membro il suo ano.
L’ape regina grida quando anche io entro in lei, violando ed allargando anche il suo culo. Sento dentro di lei l’altro grosso intruso mentre viene scossa da brividi di piacere e si muove in modo sempre più convulso per prendere questa doppia penetrazione e porge i capezzoli turgidi alle labbra della bionda che sugge avidamente tenendo gli occhi chiusi.... e non so se sia per il piacere o per non vedere me.
L’orgasmo della bruna arriva repentino e violento mentre spinge indietro il bacino per farsi sbattere fino in fondo, e pronuncia le uniche parole di questa strana serata “scopatemi, riempitemi tutta, non vi fermate ora .... voglio godere ancora con due cazzi dentro di me!!”.
A breve arriva ancora più intenso un secondo orgasmo, accompagnato stavolta dal mio dentro le sue viscere. Usciamo da lei, la bionda si disfa di quell’ingombro umido e si porta dietro per leccare l’ano ancora leggermente dilatato dell’altra..... non vuole sentire il mio sapore ma lenire in modo amorevole l’intimità da me violata.
Capisco di essere di troppo, ora. Mi rivesto con discrezione, per non disturbare le loro carezze non più lascive. Alla porta mi volto per salutare, le vedo stese nude ed abbracciate, la bionda carezza i bruni capelli posati sul suo seno..... una gamba pende mollemente dal divano... esco, ed in silenzio richiudo la porta dietro di me invidiando questo loro attimo di intimo abbandono.