venerdì, 30 dicembre 2005

AUGURI !! A ME.....

Ora che è quasi passato posso anche dirlo....... anche se non amo festeggiarlo oggi è stato il mio quarantaseiesimo genetliaco. Auguri Fedi !
p.s. in tanti anni di onorata carriera per la prima volta ho ricevuto un omaggio floreale da una donna... valeva la pena di arrivarci!

impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 23:55
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mercoledì, 28 dicembre 2005

Qualcuna di voi fuma?

Cerco fumatrice incallita..........

impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 01:46
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categoria : pirlate
sabato, 24 dicembre 2005

Le cose che non ti ho detto
 
Voglio dirti le cose che non ti ho detto. Cose che non volevi sentirti dire e che non leggerai mai.
Vorrei venire a te e dirti ciao come stai, come sei bella stasera, più bella del sole più dolce della primavera. La mia anima si perde dentro gli occhi tuoi, ed il mio cuore batte all’unisono con il tuo. La mia bocca si nutre dei tuoi baci e la mia pelle agogna la tua.
Altre volte ho amato, poche a dire il vero, ma quando ho amato te ho creduto che l’universo potesse essere racchiuso tra le mie braccia; mi sono sentito onnipotente. Ho raccontato decine di favole, versi dolcissimi e rabbie incredibili, ma mi sembrava di commettere un reato perché per dirti che sono innamorato – perché per dirti cosa sento in fondo al cuore – non c’è motivo che mi finga un grande attore.
Molte donne hanno avuto le mie membra, alcune hanno avuto le mie labbra, pochissime hanno sentito queste labbra sussurrare nella notte ti amo. Tu non hai sentito queste parole, e non le sentirai mai più.... da me.
Buona vita, amore mio.
 
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 15:30
giovedì, 22 dicembre 2005

Convention
Convention per i titolari delle agenzie commerciali di un noto operatore telefonico. Siamo a Genova, non è certo una location esotica, ma il porto ed i carruggi hanno il loro fascino, seppure decadente. La giornata trascorre tra illustrazione di nuovi prodotti e le solite “americanate” per motivare la forza vendita. Nonostante io solitamente non sia particolarmente attratto dalle bionde sto osservando da un po’ una bella donna di circa trentotto anni, capello lungo ad incorniciare un volto leggermente pallido, direi diafano. Pantalone new york e giacca non nascondono una femminilità raffinata, evidente senza essere esibita né volgare. Di tanto in tanto mi pare che i miei sguardi siano ricambiati.... ma siamo in molti, e la distanza potrebbe ingannarmi. Serata di gala, la cena viene predisposta con un catering all’interno dell’Acquario, scelta inusitata e piacevole; è richiesto l’abito da sera. Io sono stato informato in precedenza da una mia “talpa” ed ho portato lo smoking, uno dei pochi ad indossarlo. La donna bionda mi appare all’improvviso accanto alla vasca dei trigoni, abito blu notte alla caviglia con spacco anteriore e profonda scollatura sulla schiena d’avorio. Nota il mio abbigliamento e lo sguardo che incrocio esprime approvazione .... e altro. E’ decisamente elegante ed attraente, con un incedere flessuoso e sicuro, pare nata su tacchi alti e vestita di broccato. Ci si incrocia spesso tra i tavoli delle varie sale dove è stato allestito l’aperitivo, le vasche illuminate dal basso creano una sorta di labirinto ittico; ogni suo gesto assume ai miei occhi un significato erotico e non faccio nulla per dissimulare la mia attrazione per questa “collega”, quando il suo calice rimane vuoto gliene porgo uno pieno e mi ringrazia sorridendo con le labbra carnose e con gli splendidi occhi verde smeraldo. Guardare quegli occhi da vicino è come lasciarsi cadere nelle acque della sardegna dallo scoglio più alto, la tentazione di incollarsi a quelle labbra è fortissima. Per un attimo la vedo incerta, titubante, come se avesse avuto il medesimo desiderio. D’improvviso mi chiede di riaccompagnarla all’ingresso con una scusa, ci allontaniamo dal clamore delle chiacchiere e da tutti gli altri. Si ferma davanti ad una toilette e mi prega di attenderla; passa solo un istante, il tempo di un battito di ciglia e la porta si socchiude nuovamente..... dietro quello spiraglio lei voltata di spalle, l’abito che scivola frusciando ai suoi piedi.... rimangono solo tacchi e perizoma. Entro e chiudo la porta alle mie spalle. Ora non dice più nulla, i suoi occhi si alternano tra i miei e la mia bocca mentre si volge verso di me e si appoggia (quasi seduta) ad un lavabo; solleva lentamente una gamba, con una mano sposta leggermente il perizoma e porta le dita dell’altra alla bocca, le inumidisce con la lingua e le pone a carezzare la vagina appena incorniciata da una cortissima peluria bionda. Non posso certo rifiutare un tale invito e mi tuffo a gustare il nettare tra le sue cosce; trattiene i gemiti per non farsi sentire dall’esterno, ma sento il suo ansimare sempre più veloce, precursore di un orgasmo che arriva quasi subito tra la mia lingua e le mie labbra. Nel risalire verso le altre sue labbra, lentamente, seguo avidamente il ventre, lambisco l’ombelico, scavalco i seni e mi soffermo sui capezzoli rosei, quasi invisibili ma turgidi tra le mie labbra che li stringono leggermente. Rovescia il capo all’indietro mentre passo sul collo flessuoso, lecco e mordicchio il mento, per poi porgere le sue labbra vermiglie ai mie baci voluttuosi. Mentre le lingue giocano a rincorrersi le sua mani liberano il mio membro e lo guidano dentro gli umori caldi della sua vagina. Lo sento grosso e duro come non mai, e lo spingo lentamente con affondi decisi che quasi la sollevano dal lavabo a cui tenta di aggrapparsi spingendo il bacino verso i miei colpi. Di nuovo ansima velocemente, non mi è mai capitata una donna che raggiunga l’orgasmo così velocemente, e ripetutamente. Sempre in silenzio è lei ora a scendere tra le mie gambe, le labbra con il rossetto sbavato dai miei baci si chiudono attorno alla mie erezione bagnata dei suoi umori. Abbiamo poco tempo per giochi raffinati, così la sua bocca scorre sempre più avidamente e velocemente ingoiando il mio pene; una mano mi carezza una natica mentre con l’altra si masturba, accosciata ai miei piedi. Sento montare l’orgasmo ed allora lei si alza, mettendosi alle mie spalle mi masturba e sento il suo alito caldo vicino all’orecchio mentre con la mano accompagna e guida gli schizzi. Lentamente carezza il glande, fino alla fuoriuscita dell’ultima goccia densa e bianca. Mi toglie il rossetto dalle labbra prima di asciugarsi la mano, c’è un che di erotico e dolce nel contempo in questa figura di nudo femminile accanto al mio abbigliamento impeccabile e nel suo gesto di mondare la mia bocca.   Si riveste rapidamente, ed altrettanto velocemente ripristina il trucco del viso. Torniamo verso le sale in cui sta per iniziare la cena, tra gli squali ed i delfini, molti si sono già accomodati ai tavoli. Per discrezione lascio che entri prima, e da un ingresso differente. Cerco con lo sguardo la mia area manager con cui devo cenare; siamo un po’ in ritardo e gli unici posti rimasti sono al tavolo dell’amministratore delegato e del direttore commerciale. Ci sediamo, giro di presentazioni, mi inchino avvicinando appena le labbra alla mano della moglie dell’amministratore...... quella mano che poco fa mi ha fatto godere. 
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 19:01
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categoria : eros
giovedì, 15 dicembre 2005

PORN TO BE ALIVE !

impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 14:31
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mercoledì, 14 dicembre 2005

Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Io sono ciò che geme, che arde, che soffre.
Io sono ciò che attacca, che ulula, che canta.
No, non voglio essere questo.
Aiutami a rompere queste porte immense.
Con le tue spalle di seta disseppellisci queste àncore.
Così una sera crocifissero il mio dolore.
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 23:36
giovedì, 08 dicembre 2005

Tea for three
 
Ci troviamo in un’elegante pasticceria del centro, per il the. Arrivo e la trovo amabilmente persa in dialogo con un’altra donna, non mi aveva detto che ci sarebbe stata questa amica – si intuisce una grande confidenza tra di loro. Una mora ed una bionda, entrambe vestite con pantaloni e morbide maglie in cachemire che anziché celare esaltano la loro elegante femminilità; paiono due lati della stessa moneta. Mi accomodo e mi unisco alla conversazione, dopo le presentazioni di rito.
Come d’uso mi offro di accompagnarle a casa, dopo il the, mi dicono che ceneranno insieme e mi dirigo verso casa della mia amica.
Ancora non so che la loro cena sarò io.
Arrivati nel cortile dello stabile patrizio mi accingo a salutare quando mi invita a salire per un aperitivo, ed ora non mi sfugge lo sguardo di intesa che passa tra le due donne. Mi piace molto la sua casa, il caldo parquet, le ampie finestre coperte da candidi veli sapientemente drappeggiati, i divani damascati ricoperti da morbide stole (anche queste in cachemire). Un potente impianto diffonde una musica limpida e perfetta, sia per qualità che per scelta dei brani.
Non ho mai avuto occasione di avere due donne – insieme – ma sono stranamente calmo e rilassato. L’aperitivo era una evidente quanto elegante scusa, non appena tolti i soprabiti le due si siedono su di un divano e iniziano a baciarsi. Baci e carezze sensuali, talmente aggraziati e sfiorati da apparire come la cosa più naturale al mondo. E la grazia dei loro movimenti segue il lento e deciso cadere degli abiti, le mani e le bocche che seguono il contorno degli indumenti intimi prima di sfilarli; la sconosciuta si dedica ora ai miei abiti, che mi toglie con pochi gesti decisi, prende a carezza il mio membro eretto e lo porge come un’offerta alla bocca della nostra amica.
Ho un’intuizione, capisco che io sono solo un mezzo, quasi un alibi per permettere e giustificare la loro intimità; non condivideremo tutto ma saremo due diverse pietanze per una sola commensale.
La bionda (l’altra pietanza) continua a porgere il mio membro alle labbra della mia amica bruna, mentre con le dita dell’altra mano scende a giocare con i corti peli che incorniciano il pube dell’ape regina. Ora sono le mie labbra e la mia lingua a proseguire questa opera di riverenza ossequiosa tra le sue gambe, mentre le due si carezzano e si baciano, sfiorandosi appena le bocche. Ora la bruna è stesa sul divano, e l’altra mi dirige dentro la sua vagina bagnata e caldissima.... si porta dietro la sua testa e le prende le caviglie allargandole le gambe per porgere il suo sesso ai miei affondi lenti e controllati. Il suo pube glabro è ora sopra il viso dell’altra che la lambisce delicatamente con la lingua, aprendole le labbra; sempre tenendo le caviglie la bionda mi guarda divisa tra l’estasi del piacere che le da quella bocca tra le sue cosce ed il fastidio di dovere dividere l’oggetto dei suoi desideri con me, i nostri volti ravvicinati, le nostre bocche lontane anni luce.
Mi spinge fuori con un gesto secco, per andare a gustare gli umori che io ho contribuito a sprigionare, mentre il mio membro torna ad essere avviluppato da quelle labbra seriche e carnose che lo avvolgono con desiderio e voluttà. E’ ancora più eccitante questa sorta di antagonismo tra me e l’altra, e lei ne attinge a volontà, esprimendo il suo piacere con gemiti e scosse del corpo, una mano sui miei testicoli e l’altra a trattenere stretta contro il suo pube la testa della bionda.
Questa si sottrae a questa carezza lasciva e si alza, prende dalla borsa uno slip con un grosso fallo e lo indossa, mettendolo in competizione con il mio tra le labbra dell’amica. Quasi mi viene la tentazione di provare a leccare questa imitazione di transessuale, ma so che non me lo permetterebbe; infatti si sdraia a sua volta sul divano, col fallo eretto su di lei attirando a sé la bruna che se lo infila agevolmente. Le due donne sono ora unite in questo abbraccio lubrico, le loro bocche si cercano ed inseguono con avidità mentre la bruna si muove per essere penetrata sempre più a fondo... le mani della bionda carezzano ora i seni ora i fianchi dell’altra, per poi scendere a carezzarne i glutei morbidi e formosi, sino a che non li apre per esporre alla mia vista ed al mio membro il suo ano.
L’ape regina grida quando anche io entro in lei, violando ed allargando anche il suo culo. Sento dentro di lei l’altro grosso intruso mentre viene scossa da brividi di piacere e si muove in modo sempre più convulso per prendere questa doppia penetrazione e porge i capezzoli turgidi alle labbra della bionda che sugge avidamente tenendo gli occhi chiusi.... e non so se sia per il piacere o per non vedere me.
L’orgasmo della bruna arriva repentino e violento mentre spinge indietro il bacino per farsi sbattere fino in fondo, e pronuncia le uniche parole di questa strana serata “scopatemi, riempitemi tutta, non vi fermate ora .... voglio godere ancora con due cazzi dentro di me!!”.
A breve arriva ancora più intenso un secondo orgasmo, accompagnato stavolta dal mio dentro le sue viscere. Usciamo da lei, la bionda si disfa di quell’ingombro umido e si porta dietro per leccare l’ano ancora leggermente dilatato dell’altra..... non vuole sentire il mio sapore ma lenire in modo amorevole l’intimità da me violata.
Capisco di essere di troppo, ora. Mi rivesto con discrezione, per non disturbare le loro carezze non più lascive. Alla porta mi volto per salutare, le vedo stese nude ed abbracciate, la bionda carezza i bruni capelli posati sul suo seno..... una gamba pende mollemente dal divano... esco, ed in silenzio richiudo la porta dietro di me invidiando questo loro attimo di intimo abbandono.
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 20:09
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mercoledì, 07 dicembre 2005

Egoista
 
Sei appena entrata in casa, è da un po’ che non riusciamo a vederci “in privato”. Mentre mi mordi le labbra le tue mani si poggiano sul rigonfiamento dei pantaloni. Le dita scivolano tra i bottoni per scoprire che non indosso i boxer (in casa non li porto mai).... la tua lingua scivola nella mia bocca mentre mi slacci i jeans e li abbassi.
Sei subito in ginocchio, ai suoi piedi, un solo istante per guardarlo nella sua erezione e poi sparisce subito nella tua bocca. Sai che mi piace quel tuo modo particolare di carezzarlo con le dita accompagnando le labbra che scivolano avanti e indietro lungo la carne calda e dura. Mi stuzzica vederlo lucido della tua saliva... te lo tolgo di bocca e tenendolo saldamente alla base lo strofino sulle tue guance, sul mento, ed ogni volta che ti capita a tiro cogli l’occasione per leccare il glande gonfio e per stringerlo delicatamente ma avidamente tra le tue labbra.
Vuoi che ti tenga la testa tra le mani mentre sono io a muovermi dentro e fuori dalle tue labbra, sì hai ragione, ti sto scopando la bocca.
Ora le tue mani sono sui miei glutei, e mi attiri dentro di te sempre più in fondo, mi avevi detto che me lo avresti succhiato senza usare le mani, e lo stai facendo. Ti vengo direttamente in gola.
Ti rialzi, ti lecchi le labbra quasi facendo schioccare la lingua sul palato... mentre mi guardi con malizia. Tanto che non so se l’egoista sono io oppure tu.
Ci penseremo dopo... mi aggiusto i jeans e ritorno ai fornelli.....
Cos’altro vuoi mangiare stasera?
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 18:17
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sabato, 03 dicembre 2005

Sigari e femmine
 
Tempo fa scrissi un post, a dire il vero solo poche parole, mentre mi accingevo a gustarmi un buon sigaro. Per cercare nelle volute di fumo il volto di una persona che avevo nel cuore.
Oggi, invece, leggendo quanto scritto da alcune donne mi sono soffermato a pensare che così come dal modo di cibarsi anche da come una persona fumi si può intuire come possa gustare il sesso. Vi sono molti tipi di fumatori (e fumatrici, ovviamente): il nervoso, boccate ravvicinate e frettolose consumate in fretta; il compulsivo, che accende una sigaretta via l’altra; l’interrotto, quello che le fuma solo a metà e poi le getta; il giocoso, che lancia verso l’alto anelli di fumo; il gustoso, che trattiene il fumo in bocca per lasciarlo defluire lentamente.... e via discorrendo.
 
Ma fumare un sigaro è tutt’altra cosa.....
I sigari devono essere conservati con cura ed attenzione, in un ambiente adeguato alle caratteristiche di ogni diverso tipo; coccolati e protetti.
Poi c’è l’attesa, componente importante. Una sigaretta la fumi in qualsiasi momento, un sigaro no. Pensi a quale vorrai fumare, a come lo farai, cosa userai per esaltarne l’aroma, al tempo ed al piacere che gli dedicherai, e che ti saprà dare.
E’ arrivato l’atteso momento, lo prendi tra le dita, lo palpeggi delicatamente esercitando una leggera pressione, lo strizzi con i polpastrelli per sentirne la consistenza. Lo porti alle narici per aspirarne i profumi, ne inumidisci con le labbra e la lingua il fondo che poi togli per far sì che tutto il suo aroma possa spandersi nella tua bocca. Lo accendi lentamente e con cura, e lo fai in modo uniforme, senza trascurare alcun punto; deve ardere ma non consumarsi in una sola vampata iniziale.
Inizi ad assaporarlo, aspiri lentamente ma con assoluta voluttà, il fumo non scende nei polmoni ma si trattiene a lungo in bocca, per poterne gustare ogni più piccola sfumatura. Si alternano boccate più lente a sbuffi più vigorosi, lo giri e rigiri affinché possa ardere completamente senza trascurarne alcuna parte. Il sigaro è magico, procedendo nella fumata cambia gusto, ti svela note e sensazioni che alle prime boccate non avevi colto, l’aroma diventa più deciso ed intenso avvicinandosi alla fine. Un sigaro si consuma sino in fondo, lentamente ed a lungo, adeguandosi ai suoi tempi. Un sigaro non si fuma, si assapora. Ed un sigaro non si spegne bruscamente, lo si posa e si lascia che si smorzi piano piano, ancora leggermente ardente da un lato, bagnato dei tuoi umori dall’altro.
 
Mi sono distratto un attimo, e non ricordo più se stavo pensando ad un sigaro o ad una donna.... 
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 10:53