
La seconda volta
Atto primo, esterno sera.
Abbiamo già fatto l’amore, una sola volta, sebbene ci conosciamo già da diverse settimane. Oggi ceniamo con amici, ed ho deciso per un locale e due passi lungo il naviglio.
Parcheggia l’auto da me e prendiamo la mia.... si accomoda mentre iniziamo a muoverci, l’abito di seta scivola facilmente sul sedile di pelle, poi all’improvviso lo solleva leggermente, infila le mani sotto e con apparente facilità sfila lo slip. Mi guarda con aria innocente e dice “mi da noia”, mentre le carezzo le gambe sode e tornite. Nei movimenti di assestamento l’abito è ulteriormente salito, e lascia appena intravedere il pube con i peli cortissimi e radi... e la vulva glabra. Guido con una mano e con l’altra inizio a carezzarla e stuzzicarla (voglio il cambio automatico!!) incurante degli sguardi di chi ci passa accanto. La cosa la eccita e la trovo già colma di umori, gioco di sfioramenti e tocchi più decisi, entro in lei con le dita che poi porto alle labbra per gustare il suo sapore.
Siamo arrivati, scendiamo, mi dice che non può rimettersi lo slip, è troppo bagnata. E mi chiede ridendo se si sia “macchiata” l’abito.....
Atto secondo, interno notte.
Gli abiti sono già volati via. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo, stanotte dormirà con me, ma ci pervade l’urgenza di goderci con passione e con ingordigia. Stando carponi sul letto non mi da tempo di salirci, mi lascia in piedi lì accanto, afferra il membro con una mano ed inizia a guardarlo come un bimbo con il suo giocattolo preferito... lo culla con gli occhi, lo brama, ma tiene l’attimo sospeso come per timore che si possa rompere (!?!) sino al momento in cui lo prende avidamente tra le labbra carnose. “Ti piace la mia bocca?” è una domanda retorica, la mia erezione risponde per me, ma le piace sentirselo dire. Mentre la sua lingua e le sue labbra mi divorano le prendo una mano e l’accompagno dietro, mi piace che mi carezzi l’ano mentre mi lecca, e mi piace anche se il dito entra, delicatamente. “Senti com’è grosso, e duro” dice con gioia e finto stupore.
E’ il mio turno di usare lingua e labbra, lei sempre carponi sul letto, mi avvicino da dietro e lecco il suo nero buchino mentre le dita scivolano agevolmente tra i suoi abbondanti umori. Non mi accontento, così, voglio che si stenda sul dorso, mi dedico ai suoi seni ed ai capezzoli duri e sporgenti che mordicchio “toccami le tette, leccale, mi piace” e le allargo le gambe per empirmi bene la bocca del suo sesso. Bevo di lei con la stessa voluttà di un assetato perso nel deserto.
“Ti voglio dentro di me..... non mettere il preservativo, voglio sentirti”. Il lattice comprime troppo il mio glande, e perdiamo molte sfumature anche intense entrambi, usandolo. Scivolo dentro di lei e sento lo strofinare lungo le pareti e sul fondo della vagina, anche lei lo sente e si muove assecondando i miei movimenti. So cosa le piace e rimanendo dentro sollevo il busto, le prendo le caviglie sollevandole ed allargandole le gambe. Penetro sempre più a fondo, leccando e succhiando i suoi alluci; godo della sua espressione inebriata di piacere, del suo modo di dilatare le pupille guardandomi con un misto di malizia e meraviglia quando mi dice “mi piace sentire la tua cappella, quante donne hai fatto godere con questo uccello?”. E non lo dice per invidia o gelosia, ma per soddisfazione, si intuisce una conferma della sua femminilità, del suo essere donna desiderata “scopami, scopami ancora, ora sono solo io!”
Ora sono io sotto di lei, mi porta le mani sui seni che vuole io stringa forte mentre si muove sul mio membro.... porta una mano dietro per carezzarmi le palle, ed il pene nei momenti in cui appare dalla sua vagina bollente e fradicia. Porta la sua mano alle mie labbra, mi infila le dita bagnate in bocca “sentila, ti piace la mia figa?” ed io lecco quelle dita come se fossero impregnate del miele più raro.
Torna nuovamente carponi, e porge alla mia vista i glutei generosi e sodi, so già cosa vuole ma le piace dirmelo “scopami da dietro, sbattimelo fino in fondo e fammi sentire la tua cappella!”
Gode, e si bagna ancora di più mentre le afferro i fianchi per attirarla ancora più a me, e per essere ancora più in lei.... come se non volessi penetrarla solo col pene ma con tutto me stesso “sì, sì, scopami, fammi sentire che ti piace la mia figa” e sento le sue contrazioni attorno al mio glande che sta per esplodere. Mi sdraia, stavolta è lei ad allargarmi le gambe per porsi al loro centro, e mi guarda con aria quasi di sfida mentre mi prende in bocca, tutto, sino in fondo. Arriva fino alle palle e stavolta sono io a stupirmi dell’apparente facilità con cui riesca ad ingoiare tutto il mio turgido membro.... e con i suoi affondi sempre più rapidi sembra quasi che voglia essere lei a scoparmi, con la sua bocca.
E’ giunto anche il mio momento, schizzi bollenti che le scendono direttamente in gola, rallenta i suoi movimenti ma senza smettere di succhiarmi prolungando così il mio orgasmo, che più intenso e vibrante non potrebbe essere.
“Ti ho bevuto” mi dice baciandomi per farmi sentire il gusto del mio seme.
Atto terzo, interno notte/mattino.
Dorme, con il capo posato sul mio petto. Il mattino ci coglie così, nudi ed abbracciati