mercoledì, 28 settembre 2005

Dopocena
 
Si pulisce la bocca con il tovagliolo, per togliere dal labbro quell’ultima goccia di porto, che preferirei togliere io con le mie labbra. A lato del letto la luce tremolante della candela, si spoglia in modo pudico, slacciando il reggiseno solo quando è già stesa a pancia sotto; ha un bel sedere degnamente valorizzato da un perizoma bianco impreziosito da ricami.
Ridacchia quando inizio a massaggiare la schiena con l’olio profumato... è un riso un po’ nervoso, che lascia percepire una sorta di indecisione nella tensione erotica che inizia a percorrere l’aria come una scarica elettrica. Le mani oliate si spostano dalla schiena alle gambe, i glutei sono una tentazione troppo forte per non approfittarne, e non se ne lamenta. Mi sposto dalla mia posizione a cavalcioni delle sue gambe, e scivolo senza che se ne accorga dietro di lei; spostando con le dita il perizoma inizio a leccare l’ano, lei dapprima immobile inizia ad accompagnare il movimento della mia lingua spingendo il bacino indietro ed alzandolo per aprirsi alle carezze delle mie labbra. Stringe i glutei quando introduco un dito, e mi dice di no..... però il suo buchino dice il contrario quando ritorno lì con la lingua. Si alza, rimette il reggiseno e mi dice che deve andare a casa, io con aria sorniona le faccio notare che non ho finito il massaggio – no?? e cosa manca? – lo tolgo e stringo i seni durissimi tra le mani, la stendo nuovamente e spostando ancora il perizoma inizio questa volta a leccare le morbide labbra tra le sue gambe.... il mio gioco preferito, alternare passaggi con la lingua all’interno delle labbra a movimenti circolari sul clitoride gonfio.
Mi stendo accanto a lei, la sua mano indugia sul mio ventre, sfiorando la cinta dei jeans, lei mi dice ancora che deve andare..... allora slaccio i calzoni di pesante tela e le poso una mano sulla mia erezione, mi piace sentire la sua mano percorrere il mio membro mentre lei mi guarda negli occhi e la sua bocca si incolla alla mia., prima di passare a leccarmi. E’ ruvida, quasi come quella dei gatti, e sentirla passare sul glande mi procura intensi brividi di piacere, scende e sale lungo l’asta prima di ingoiarmi racchiudendolo tutto nella sua bocca calda e voluttuosa. Mi sfila i jeans mentre la mia mano corre discreta al cassetto per aprire un preservativo, che lei mi infila continuando a masturbarmi, io torno ancora con la testa tra le sue gambe mentre le sue mani racchiudono a fatica il mio membro gonfio quasi allo spasimo.
Allarga le gambe per agevolare la penetrazione, è un po’ stretta ma entro subito sino in fondo. Passiamo da una posizione all’altra senza che io esca da lei, mi viene sopra, dapprima rivolta verso di me, e poi volgendomi le spalle, prendendo dentro di se il mio membro turgido con movimenti sempre più furiosi e scomposti. Il desiderio ha preso il sopravvento su quella sorta di ritrosia iniziale, e lo vedo dalla sua immagine riflessa dallo specchio posto davanti a lei, che mi cavalca spingendoselo dentro per tutta la sua lunghezza, mentre con una mano mi accarezza i testicoli e l’ano. Un suo dito dentro di me mentre io penetro lei con il pollice accompagnando il suo salire e scendere sul mio membro inguainato. Ora però la voglio nella mia posizione preferita, carponi sul letto mentre io la prendo con colpi vigorosi ed affondi violenti stando in piedi dietro di lei.... poi improvvisamente me ne vado, le è stupita ma le chiedo di rimanere così..... ho preso la bomboletta di panna spray e la spargo sull’ano e sulla figa che inizio a leccare con voluttà e decisione; ancora panna, che stavolta spingo anche dentro inserendo il beccuccio del sifone nel suo ano. Ora il suo sfintere è pieno di panna ed io la prendo anche lì, inserendo il mio largo membro tra i suoi glutei accoglienti. Spinge assecondandomi per essere inculata più a fondo, mentre sbuffi di panna escono a decorare i miei peli pubici. Ora alterno affondi nel culo a spinte nella sua figa, e non capisco più se abbia un orgasmo o più d’uno, e se goda maggiormente davanti o dietro.
Si abbandona quasi sfinita sul materasso, mi sfilo il preservativo per godere delle sue labbra e della sua lingua, mentre a sua volta con le dita esplora le mie terga; mi piace molto e la mia erezione diviene sempre più grande nella sua bocca.... mi piacerebbe esplodere lì, e riempirle la gola con i miei caldi schizzi.... però la vedo indecisa ed allora prendo io la decisione di schizzarle il mio seme sulle guance, sugli occhi, sul naso.... vedere che cola denso sulle sue labbra, che a questo punto si schiudono per suggerne le ultime gocce e regalarmi intensi brividi di piacere.
E’ andata via, sono steso sul letto. Ripensando a questa serata ho una nuova erezione, la mia mano scivola sul membro, e mi pare quasi che sia la sua mentre inizio a masturbarmi.
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 01:00
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lunedì, 26 settembre 2005

D.I.G.
 
Eutanasia annunciata di un amore mai nato.
ma sangue su sangue non macchia, va subito via
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 00:33
sabato, 24 settembre 2005

Non ti sveglierò
 
Sono stato spesso tentato dai venti
ma per i troppi anni non partirò più
Se mi guardi con quegli occhi che vedono lontano
qualcuno dei miei anni me lo prendi tu
Mi piace restare immobile e guardarti dormire
perché se questo è un sogno non ti sveglierò
per questo resto fermo quasi senza respirare
Ti vorrei regalare anche quello che non ho
e se il tempo fosse un gioco, un gioco per i grandi
vorrei ricominciare la vita insieme a te
e spendere i miei giorni per darti bei ricordi
ricordi di una vita passata accanto a me
Il mondo adesso è altrove, il mondo che non vuole
che giudica severamente quelli come me
ma se per un momento, per un solo istante
avessero provato quel che provo per te
si fermerebbe il mondo lì a guardare
tu che stai a dormire.... e forse sogni me
 
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 18:41
giovedì, 22 settembre 2005

La più giovane
 
Accade tre o quattro anni fa. Ho un bell’ufficio, piccolo ma ben disposto, in un palazzo d’epoca vicino a piazzale Loreto; sovente scendo in un bar elegante e rinomato per l’aperitivo, ed a volte mi fermo anche a pranzo.
E’ un sabato, uno dei tanti che passo lavorando, anche perché non ho di meglio da fare in questo periodo. Sono seduto ad un tavolino all’interno, al tavolo accanto una ragazza molto giovane, avrà suppergiù venti o ventidue anni, morettina, carina, peccato per il piercing ad anello nel naso che la involgarisce un po’. Io mangio, lei sta telefonando, e la chiamata ha un tono inequivocabilmente erotico; sta provocando l’uomo dall’altra parte, che si capisce essere in un’altra città, e mentre parla mi guarda maliziosa ed ammiccante – “sì, ci sono persone che mi sentono, un uomo che pare indifferente” dice al telefono “sì, è anche un bell’uomo”-. Io per discrezione fingo di non avere sentito, ma sto sogghignando sotto i baffi (veri); mi alzo, pago il conto, saluto il titolare, e prima di uscire rivolgo un ampio sorriso alla ragazza – “grazie per il bell’uomo”- Sono quasi giunto al portone dello stabile, a pochi metri dal bar, quando mi sento apostrofare – “non può farmi un sorriso così e poi andarsene senza neppure presentarsi!” – e me la trovo improvvisamente di fronte che mi guarda con aria sfrontata mentre mi chiede di offrirle il caffè. Mentre siamo al banco mi chiede se può inserire la sua scheda telefonica nel mio cellulare (il suo è scarico) per chiamare un’amica, ed io mi offro di farle fare la chiamata dal telefono dell’ufficio.
E’ seduta alla mia scrivania, dal lato degli ospiti, e compone il numero. L’amica non risponde (ma esiste l’amica?) e così inizia a raccontarmi dell’uomo a cui stava telefonando; prende la mia stilografica Montblanc e parlando inizia a succhiarla guardandomi fisso negli occhi, mi sta provocando e per rimarcare solleva una gamba e la poggia sul bracciolo facendomi così vedere che non porta indumenti intimi. Sono perplesso, non mi è mai capitata una cosa simile e temo possa essere uno scherzo di amici, ma chissenefrega stiamo allo scherzo. Mi avvicino e le tolgo di mano la stilo – “non vorresti qualcosa di meglio da succhiare?” – “hai qualcosa in mente o dici tanto per dire?” – mi slaccio la cintura ed abbasso la zip dei calzoni, lei li abbassa insieme ai boxer e senza dire altro lo prende in bocca.
Si vede che è acerba, molta buona volontà ma scarsa tecnica, è un po’ rude e succhia in modo quasi violento, quasi temo che mi rimanga un livido (come quando si fanno i “succhiotti”); sarà per la situazione, l’eccitazione mista alla sua vigoria, ma subito schizzo oltre la sua spalla, non vuole che le venga in bocca.
Non si arrende, si alza dalla poltroncina e scansati gli oggetti dalla scrivania con un unico movimento ci si siede sopra, alzando la corta gonna ed allargando le gambe, espone il suo sesso incorniciato da una scura ma corta peluria. E’ evidente l’invito a leccarla, e non posso certo tirarmi indietro, mi siedo di fronte a lei ed inizio a leccare delicatamente, esplorandone prima i contorni, addentrandomi poi tra le labbra e sul clitoride gonfio e sporgente come l’ultima falange di un dito mignolo.... sembra un piccolo pene. Mentre mi dedico alla sua vulva con la lingua – le sue gambe poggiate sulle mie spalle – inizio ad introdurle un dito nell’ano, che viene subito raggiunto da un secondo. A questo punto ho una nuova erezione e senza dire nulla mi alzo e la prendo così, seduta sulla scrivania. Lei porge il seno piccolo e sodo da ventenne alle mie labbra, mi chiede di succhiarle con forza i capezzoli ed inizia ad ansimare violentemente mentre le sue mani si poggiano sui miei glutei per accompagnare i colpi che la scuotono – “sì sbattimi forte, fammi sentire che ti piace la mia fighetta da ragazzina” -   mi dice mentre sento le sue unghie penetrarmi nella schiena. Mi attira a sé per darmi un bacio, ruvido ed impetuoso come il pompino che mi ha fatto prima.
La faccio scendere dalla scrivania, dove le faccio poggiare gli avambracci per prenderla da dietro, passo ancora la mia lingua per sentire il suo sapore asprigno prima di poggiare il mio membro sulla sua vulva, lei si spinge violentemente all’indietro così da essere penetrata in un solo colpo che affonda sino al suo ventre. Si lascia sfuggire gemiti sordi per i colpi che allargano e giungono sino al fondo della sua vagina calda e bagnata; bagno un pollice e mentre la scopo glielo metto nell’ano, l’altra mano a massaggiare delicatamente il suo clitoride. Ora è abbandonata completamente sulla scrivania, le braccia allargate e le mani che si aprono e chiudono come volesse afferrare l’estasi che la percorre come un brivido. Mi piace il suo sedere, appena un po’ abbondante, da ragazzina, voglio possederla anche lì. Poggio il membro bagnato dei suoi umori sul suo ano ed inizio a sfregarlo leggermente –“no, non metterlo lì, è grosso mi vuoi aprire in due?” – ed è come se avesse detto le parole magiche, aprirmi in due, ormai voglio prenderla ad ogni costo, ed in modo quasi brutale, lascio cadere della saliva sul suo buchino ed incurante delle sue lamentele inizio a spingerlo dentro. E’ stretta e devo aiutarmi stringendo il pene in mano per guidarlo dentro, lei si lamenta e tenta – debolmente – di sottrarsi alla penetrazione anale; ma in realtà è una finta, le piace sentire che le apro le viscere e che entro sempre più in fondo, il suo è un dolore misto a piacere, sento che spinge il bacino verso di me perché io entri in lei – “sì, sì, aprimi il culo, fammi sentire che sei uomo, che sei tu a comandare, ed io la tua troia!”. Non mi interessa se i vicini possano sentire, ma la penetro con furia incurante dei suoi gemiti di piacere e dei gridolini di dolore – “dammelo ancora nella figa, voglio godere ora” – giusto il tempo di assestare un paio di affondi che il suo orgasmo scoppia come un temporale di primavera, le sua mani che annaspano nell’aria e fanno cadere alcune carte dalla scrivania – “sborrami in faccia ora, fai di me la tua puttana” – credo che la ragazza abbia visto un film porno di troppo, ma che fare? se così vuole la accontento. Mi insaliva abbondantemente il membro ed inizia a masturbarmi con le sue piccole mani finché altri getti di sperma – questa volta meglio indirizzati – terminano sulle sue gote arrossate dal sesso .
Finisce – ora delicatamente – di svuotarmi, ha le mani e le guance “imbrattate” del mio seme, si alza e mi chiede dove sia il bagno. Prima di andarsene mi posa un bacio sulle labbra, ed un biglietto con un numero di telefono nella tasca.
 
Il numero potrebbe essere stato vero, così come inventato. Non ho mai provato ad usarlo.
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 00:28
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martedì, 20 settembre 2005

FEDOKU
 

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Il Sudoku del Fedifrago
 
In anteprima su Splinder il nuovo Sudoku del Fedifrago (il Fedoku). Il gioco originale lo conoscete tutti, si tratta di completare le griglie senza ripetere i numeri né in orizzontale né in verticale. Ma questo è completamente diverso! Di una semplicità disarmante, tra i numeri già inseriti si cela il numero del cellulare privato del Fedifrago....... chi riuscirà a individuarlo vincerà........ boh, ci devo ancora pensare.
 
Fedoku ® è un marchio esclusivo del Fedifrago
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 23:51
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lunedì, 19 settembre 2005

Il Tamagotchi del Fedifrago
 
NEW. Appena giunto nei negozi di giochi elettronici il nuovo tamagotchi del Fedifrago sta andando a ruba. Poche e semplici le regole da seguire per mantenere bello e lucido il pelo del lupo:
- cibare con carne fresca (non importa che sia giovane) almeno due volte la settimana
- lasciarlo sovente libero di scorrazzare fuori dal branco
- evitare guinzagli, gabbie ed altri tipi di legami (o legacci)
- richiamarlo gentilmente e senza strepiti se sorpreso in mezzo alle galline
Possono essere insorgenza di ferite, anche letali, le seguenti cause:
- alimentazione ripetitiva
- fucilate da parte dei padroni delle galline
- eccessivo controllo sui suoi movimenti
Avvertenze: il lupo può perdere il pelo, ma non il vizio; il gioco è particolarmente indicato ad un pubblico femminile.
 
FediGotchi ® è un marchio esclusivo del Fedifrago
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 19:16
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lunedì, 19 settembre 2005

Se un giorno il tuo petto si arresta,
se qualcosa cessa d’andar ardendo per le tue vene,
se la voce nella tua bocca esce senz’essere parola,
se le tue mani dimenticano di volare e s’addormentano.
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 01:40
sabato, 17 settembre 2005

Married #3
 
La terza sposata della serie, un’altra di quelle che mi ha contattato via internet proprio per il mio nick. Appena passati i 40, bassina e di forme rotonde, lunghi capelli neri (con segno di crescita alla radice) ed un seno pauroso, una sesta.
Abbiamo fatto sesso subito, la prima sera che ci siamo incontrati ed ho scoperto due cose, la prima è che sono infastidito che lei parli del marito chiamandolo “il cretino” (non mi interessa sapere di lui, già lo cornifichi e lo tratti pure con disprezzo??!! stile = 0), la seconda è che il sesso le piace proprio, ha i suoi sanissimi due o tre orgasmi senza ululare alla luna e le piace che io entri in tutti i suoi orifizi. La cosa promette bene.
Ci sentiamo solo per darci appuntamento per scopare, e lo fa mandandomi via cellulare mms con foto porno; è l’unica cosa che ci lega, e quindi ci concediamo di essere viziosi e crudamente diretti senza alcuna remora, lo facciamo dove capita e quando ne abbiamo voglia.
 
E’ sera tardi, ha appena finito di dare lezione e la raggiungo nel suo studio, un capannone nella periferia della città. Mi sono vestito per l’occasione, una t-shirt ed un paio di jeans stinti, e non indosso indumenti intimi; già sogghigno all’idea del momento in cui se ne accorgerà.
Mi viene ad aprire il portone, e mentre attraversiamo il cortile le infilo una mano nei calzoni, una rapida carezza ai glutei poi scivola subito a seguirne il solco ed in men che non si dica si ritrova già con un dito nel culo.
Entriamo nel retro dello studio, la sua mano ha già ricambiato stringendo attraverso il tessuto la mia erezione. Si siede sul divano (è un divano letto, lo si riconosce subito) e mi invita a sedermi accanto a lei. Invece io mi fermo in piedi e con un solo movimento della mano faccio “saltare” i bottoni dei jeans facendo uscire il mio membro – porco, non indossi le mutande – mi dice, solo un attimo prima di prenderlo in bocca avidamente. Lecca, succhia, usa bene le labbra e la lingua e si capisce che lo fa per piacere suo quanto mio – mi piace prenderti il cazzo in bocca, lasciamelo leccare ancora un po’ – dice mentre toglie camicia e reggiseno liberando il seno enorme, e lo stringe tra le sue tette continuando a dare colpi di lingua sul glande.
Rimane seduta mentre le sfilo i pantaloni, per scoprire (dopo avere spostato il perizoma) che ha decolorato i peli del pube – ti piace la mia figa bionda? – e più che una domanda è un invito a darmi da fare con la lingua e le dita. Mi inginocchio tra le sue gambe, e gioco a “disegnare” le lettere dell’alfabeto con la lingua sul suo clitoride, dedicando di tanto in tanto qualche passaggio alle grandi labbra; lecco con cura il suo ano, ammorbidendolo ed allargandolo leggermente, due dita che passano alternandosi dalla vulva all’ano, mentre torno ad “alfabetizzare” il clitoride. So che le piace avere il primo orgasmo così, e lo considera un antipasto.... che non tardo a servirle. – Sbattimelo dentro ora, scopami, voglio godere con il tuo cazzo – apriamo il divano e si sdraia a pancia sotto, per prendere il mio membro nella vulva ancora bagnata dal precedente orgasmo. Mi piace prenderla così, guardando i suoi glutei abbondanti ed i lunghi capelli sparsi sulla schiena, che prendo ed uso come una sorta di briglia mentre mi chiede di spingere fino in fondo. Esco per farla girare, e rientro nella più classica delle posizioni, che mi consente di affondare le mani nei grossi seni. Porto una mano dietro di lei, sulle reni, che rialzo per spingere il suo pube ancora più verso di me e penetrarla così più a fondo, con colpi ora lenti e delicati ora prepotenti e battenti, mentre un dito torna nuovamente dentro il suo ano....... orgasmo.
Non è ancora paga, ed io non ho ancora avuto il mio piacere; mi fa sdraiare sulla schiena, per salire su di me – ora lo voglio sentire tutto in culo – credo che in questa posizione non riesca, invece è talmente rilassato e desideroso di essere violato che in pochi deliziosi attimi il mio membro scompare interamente nelle sue viscere. E’ un grosso intruso, che le provoca piacere ed un senso di riempimento totale che quasi la stordisce, ed il sesso anale è un mio debole; però così perdo parte del gusto, quello visivo. Così la faccio sfilare da sopra il mio membro duro e la faccio mettere carponi,  posso vedere quando dapprima lo poggio sul buco dell’ano ancora dilatato, come se dovessi prendere la mira, e poi quando lo introduco tutto dentro – piano, voglio gustarmelo tutto mentre mi inculi -. Mi piace guardarmi mentre entro tutto dentro di lei, allargandola e dilatandola tra i glutei tondeggianti ed abbondanti. E’ difficile resistere alla tentazione, e nonostante qualche suo tentativo di reclamo inizio a sbatterla sempre più profondamente e decisamente – dimmi quando stai per godere, voglio venire con te – mi dice mentre inizia a masturbarsi con le dita.
Tra pochissimo – rispondo, sentendo montare un orgasmo travolgente. E finalmente le riempio le viscere con lunghi ed abbondanti getti – sì, lo sento, riempimi tutta – riesce a dire appena prima di avere un altro orgasmo, che non so se ho provocato io scopandola nel culo o se sia conseguenza del suo toccarsi.
Si sfila lentamente dal mio membro che conserva ancora gli ultimi attimi di erezione e lo prende nuovamente in bocca – voglio svuotarti completamente e bere queste ultime gocce.
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 01:10
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venerdì, 16 settembre 2005

 
“ io quando ho amato
ho amato dentro gli occhi suoi
magari anche tra le sue gambe
ma ho sempre pianto per la sua felicità”
 
 
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 01:17
mercoledì, 14 settembre 2005

The banshee

 

L’urlatrice. Bella donna (e non prendetevela con me se ho avuto belle donne, probabilmente tutte volevano emulare La Bella e La Bestia), dimostrava almeno 6 o 7 anni meno dei suoi quaranta, alta, una taglia 40 scarsa con un bel seno tonico e turgido della terza misura, capelli corvini increspati lunghi sino alla vita.

Molto curata nel suo abbigliamento casual griffato che la aiutava ad apparire più giovane; colta, appassionata di cinema e di lettura. Conosciuti per caso, abbiamo iniziato a frequentarci e a trovarci reciprocamente interessanti; ci siamo frequentati un po’ di volte, prima di arrivare anche solo ad un bacio, e poi è come se si fosse aperta una diga. Ha iniziato a chiedermi cosa mi piacesse fare nel sesso, e a dirmi cosa piacesse a lei, mi chiese gli esami del sangue “sai, mi piace bere lo sperma”. Pareva quasi volesse programmare accuratamente ogni singolo istante degli incontri che avremmo avuto.

Francamente il repentino cambiamento, da educanda a spregiudicata, mi aveva un po’ insospettito; sarei più tardi venuto in contatto con le sue fobie e con la sua non del tutto superata anoressia.

La prima volta che abbiamo fatto sesso era scatenata, mi ha detto di essere multiorgasmica ed ha iniziato a lanciare grida soffocate nel cuscino dall’inizio alla fine del rapporto, si era trattenuta per non informare tutto il condominio delle nostre attività. E così fu nelle volte successive, a casa mia o a casa sua, incontri di sesso in cui facevamo di tutto, che duravano a lungo e più volte ripetuti durante la notte; pareva quasi che avesse da recuperare anni di astinenza.

Però le rimaneva sempre il desiderio di potere urlare a squarciagola il suo piacere, così decidemmo di farlo all’aperto.

 

L’auto infila un viottolo di campagna che porta in fondo ad una garzaia dietro la Certosa di Pavia. E’ quasi l’ora del tramonto, la luce del giorno inizia a lasciare campo alla notte, e  molti sono a casa per la cena, la zona è deserta.  Arriviamo ad un gruppo di alberi lontano dalla vista, scendiamo dall’auto e iniziamo a baciarci appassionatamente. Gli abiti sono sui sedili, lei rimane con autoreggenti e tacchi a spillo, le mie mani percorrono lentamente i suoi fianchi, si attardano sui seni a giocare con i capezzoli turgidi; scendono lentamente a carezzare i glutei ed ancora più giù. Le mia labbra si ritrovano a succhiare e leccare i capezzoli, tracciando una linea di saliva da un seno all'altro. Mentre le nostre lingue si intersecano e si inseguono in un bacio senza soluzione di continuità le mani esplorano i corpi ed ogni anfratto; una si attarda a carezzarle l'ano e l'altra si fa strada tra le grandi labbra gocciolanti. Si accoscia a gambe larghe ed inizia a baciare e leccare il mio membro,  posso vedere la sottile striscia di peli rasati sul suo pube che indica come una freccia la vulva. Le piace molto prendere in bocca il mio membro, insalivarlo abbondantemente e strofinarselo sul volto stringedolo forte tra le mani, ed anche a me piace. La faccio alzare, poggia le mani sul cofano e mi porge il suo sesso affinché anch’io possa darle piacere con la lingua, anche se non ama il sesso anale le piace che io giochi con un dito nel buchino mentre passo la lingua lungo la sua vulva morbida e depilata, l’odore del sesso nel naso ed i suoi umori che si depositano sui miei baffi mentre stringo leggermente il clitoride tra le mie labbra. Muove ritmicamente il bacino assecondando la mia lingua e le mie mani che la esplorano sempre più a fondo, inizia a mugolare il suo piacere sempre più forte. Vuole che mi rialzi, e che strofini il mio membro turgido sul clitoride, sulle labbra e sull’ano, vuole prolungare l’attesa che diviene spasmo dei sensi prima della penetrazione. Si rialza, e si allontana dall’auto con passo sinuoso, i lunghi capelli a coprire la schiena e ad incorniciare la splendida curva dei fianchi e delle natiche..... arriva ad un albero, ci si appoggia flettendo leggermente il busto in avanti e spingendo indietro il bacino.... con gli occhi mi invita a prenderla così. La V rovesciata disegnata dalla gambe divaricate si chiude con i glutei ben separati che scoprono l'ano ed il suo sesso lucido dei suoi umori e della mia saliva. Mi appoggio leggermente e lei spinge sino a che non sia entrato tutto in lei.... inizia da subito a gridare il suo godimento.

Le sue urla riecheggiano per lungo tempo tra gli alberi.......  

a year ago

impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 15:51
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lunedì, 12 settembre 2005

Cibo, sesso e vizi
 
Non fatevi trarre in inganno dal titolo, stavolta non si parlerà di sesso (per questo dovremo aspettare il prossimo post). Anche se ritengo che la sessualità sia in qualche modo legata al cibo, non tanto per  l’esistenza o meno di pietanze afrodisiache ma per la sensualità e la fascinazione legate alla presentazione ed al modo di mangiarle, ed ancor più per l’insito significato legato al sapere godere di ogni piacere e di ogni senso.
Venendo a noi, dopo una giornata pesante di lavoro avevo voglia di viziarmi.... ché se non lo faccio io non lo fa nessuno per me.... almeno per quanto riguarda i piaceri della tavola.
Ho preso quattro grossi gamberi e li ho fatti saltare in padella con olio, aglio, scalogno e mezzo peperoncino. Ho fatto sfumare un generoso spruzzo di cognac (anziché lo scontato vino bianco) e mentre lessavo le linguine ho tagliato a pezzetti piccini alcuni pomodorini freschi; mentre scolavo la pasta ho fatto insaporire senza appassire il pomodoro, ho buttato le linguine nella padella con una bella presa di prezzemolo e fatto saltare il tutto.
Mi sono servito la pasta coi gamberi in uno dei miei piatti ottagonali neri (anche l’occhio vuole la sua parte!) e mi sono gustato il tutto accompagnandolo con una mezza bottiglia di brut Bellavista.
Insalatina per “pulire” la bocca, e per finire degnamente un paio di biscotti con un bicchiere di Torcolato.
Direi che ora mi sono riconciliato con il mondo.
 
..... per cenare da “chez Fedì” è necessaria la prenotazione.....
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 22:51
domenica, 11 settembre 2005

Sunday bloody Sunday
 
Ecco, lo sapevo, non mi fa assolutamente bene stare solo la domenica mattina. O forse ho sbagliato a mettere nel lettore quegli ultimi cd acquistati che diffondono ad alto volume musica jazz e fusion. Il volume alto dovrebbe servire a coprire il vociare dei miei pensieri ma non ci riesce.
Essere solo la domenica mattina mi porta malinconie e nostalgie, e peggio ancora domande:
Perché sento (quasi) sempre che mi manca qualcosa
So cosa sia quel qualcosa che mi manca
E quel qualcosa mi manca veramente o voglio credere che sia così
Sono sicuro di vivere alla giornata senza desiderare “un” futuro
Tutti i fantasmi del passato sono andati completamente
Le emozioni che provo sono reali o una proiezione dei miei desideri
E poi mi chiedo perché ho formulato questi quesiti senza il punto di domanda, forse perché non sono realmente dei dubbi. (azz che fatica trovare tutti sinonimi)
 
Mi sa che stanotte sarebbe stato meglio evitare di mangiare quella fiorentina da nove etti accompagnata da una bottiglia di Galana 1998 appena prima di andare a letto........
 
 
 
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 12:41
venerdì, 09 settembre 2005

Mi manchi
 
desidero le tue labbra morbide e voluttuose
desidero la tua pelle levigata e profumata
desidero i tuoi fianchi generosi
desidero il tuo sesso caldo ed accogliente
desidero i tuoi occhi liquidi
desidero il tuo capo sul mio petto
desidero il tuo respiro lieve nel sonno
desidero la tua voce incerta del mattino
desidero i tuoi silenzi
Mi manchi
 
Ma so che ci sei
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 10:40
mercoledì, 07 settembre 2005

 
L’uomo senza volto
 
Chi è e cosa fa questa donna sul divano? Per me è una sconosciuta, mi ha contattato tramite mail che ha avuto da un mio amico di Genova, è una donna che ha avuto con lui degli incontri di sesso.
Mi ha detto che vuole realizzare una fantasia sua, ma che sa essere anche una delle mie, vuole avere due uomini contemporaneamente. Sarò io a condurre il gioco, ma sarò solo una voce senza volto, dovrò stare sempre alle sue spalle, lei vedrà solo l’altro.
Per questo motivo ci attende così, sul divano. Entriamo, nudi, nel soggiorno a malapena illuminato dai pochi raggi solari che filtrano attraverso le pesanti persiane; sappiamo già i nostri ruoli, e l’altro si pone di fronte a lei, il membro già eretto a pochi centimetri dalla sua bocca. Lei non si muove, non può sino al mio ordine, ma è già visibilmente eccitata dalla situazione e da ciò che ha innanzi alle sue labbra, percorse da un vago tremore che posso solo intuire.
-         Prendilo in bocca!
Sento la mia voce che pare venire da un altro luogo, da un altro me. Lei attendeva solo questo ed inizia dapprima timidamente e poi sempre più avidamente a leccare e succhiare. Si stacca tentando di voltarsi per vedere cosa stia facendo io, che non mi sono ancora avvicinato
-         Non voltarti, continua a succhiare!
Mi siedo sul divano dietro di lei, che sentendo il mio peso sui cuscini spinge il bacino ancora più indietro, divaricando maggiormente le gambe. Riesco a sentire nell’aria la sua aspettativa, e vedo il suo desiderio crescere e luccicare tra le sue cosce; inizio a carezzare i glutei e la sento fremere, fremiti a cui si aggiungono gemiti soffocati dall’intruso che le riempie la bocca quando inizio a leccare le labbra bagnate e già schiuse.
-         Sì leccami la figa
-         Zitta troia! non puoi parlare, continua il tuo lavoro!
La mia lingua sale dalla vulva al buco morbido dell’ano che non chiede altro che essere leccato, lo bagno bene ed introduco due dita in una sola volta, i suoi movimenti ed i suoi gemiti aumentano di intensità.
-         Ti devo allargare se vuoi essere inculata... ma non sperare che accada ora
Ad un mio cenno l’altro si sottrae all’avida bocca e si siede sul divano, lei sa già cosa fare e non faccio tempo a profferire verbo che già si è seduta facendo sparire il suo membro dentro di sé. Con le gambe larghe e le ginocchia sul divano inizia a muoversi sempre più velocemente mentre l’altro le mordicchia i capezzoli strappandole gemiti a mezzo tra il dolore ed il piacere. Lei tenta ancora di volgere la testa verso di me
-         Non ti voltare! se lo fai me ne vado.... ora!
-         No ... ti prego... non andare, inculami ora te ne prego.... lo voglio
Sente il calore del mio corpo avvicinarsi, crede che la stia accontentando, ma ciò che entra è solo un mio dito, che inizia ad allargarla ed esplorarla
-         Ti prego mettimelo dentro, fatemi sentire la vostra puttana!
Non finisce di parlare che allargandole le natiche con le mani entro in lei con un colpo solo, potente e quasi rabbioso. Grida per il dolore che diviene subito piacere, il ventre pieno delle nostre erezioni.
-         Ti piacciono due cazzi puttana!  
-         Sì... sì... scopatemi senza pietà.... uno nella figa e l’altro nel culo... usatemi come un contenitore per il vostro sperma!
No, non sarà così che sarà accontentata. Mi tolgo da lei e sento il suo gemito di delusione farsi quasi un pianto quando anche l’altro si sottrae al suo sesso. La facciamo mettere nella posizione iniziale, lei comprende e mi pare di “sentire” il suo sorriso mentre lo riprende in bocca. Io sono ancora una volta in piedi dietro a lei, e tornare nell’ano ormai allargato è un istante. Passa un solo attimo prima che lei gridi il suo piacere, aumentato dalle mie dita sul suo clitoride, scossa da tremiti violenti e spasmi che accelerano l’arrivo del mio orgasmo.
-         Ecco, facci godere così, uno nella bocca e l’altro nel tuo culo...... solo questo si merita una puttana come te!
E così è, abbondanti getti le riempiono quasi nello stesso momento la bocca e le viscere. E sebbene abbia già avuto il suo piacere lei grida ancora, e pare quasi un grido di liberazione, la liberazione di avere alla fine dato concretezza alla sua fantasia più nascosta ed inconfessata, essere l’oggetto sessuale di due uomini.
La lasciamo così, nuda e scomposta sul divano, colma dei nostri umori a ricordo della violazione appena subita in ogni suo orifizio; senza alcuna parola.
Non la rivedrò, e probabilmente non vorrò rivedere neppure il mio amico di Genova.
 
Ma questa è solo una mia fantasia..... forse
 
 
impronta sulfurea lasciata da FEDIFRAGO alle 12:43
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categoria : eros