
"I thought if we started drinking at 7 we'd be in a good mood by the time we got to the party."

What Kind of Drunk Are You?
Brought to you by Rum and Monkey
La vita è una battaglia persa....
Donne, uomini e .... il culo
ho letto un curioso scritto di un porno-attore sul blog di pornoromantica ed i relativi commenti (che vi consiglio) e li ho trovati piuttosto interessanti. Il tema è il sesso anale (in una coppia eterosessuale, tanto per chiarezza), ed oltre a considerare la classica penetrazione anale dell'uomo nei confronti della donna si parla delle donne che desiderano farlo al proprio partner. Vi lascio immaginare la ridda di commenti, soprattutto da parte di molti uomini che per un malinteso senso di machismo temono di apparire omosessuali abbandonandosi a giochi "pericolosi" con la proprio donna.
Ma non è questo che mi interessa, il tutto mi ha fatto pensare a quali debbano essere - e se vi debbano essere - i limiti nel sesso. Premetto che non sono interessato alle cosiddette "pratiche estreme", neppure a livello di sperimentazione, e che nonostante alcune fugaci fantasie ho sempre avuto rapporti con una sola donna (una per volta..... intendo); e non faccio alcuna differenza tra il sesso fatto con amore e quello fatto con emozioni (altri tipi non ne considero). Sicuramente in gioventù ero molto inesperto, e mi limitavo all'abc del sesso, poi il desiderio di condividere il piacere dall'incontro erotico mi ha spinto a cercare di allargare i miei miseri orizzonti; ecco, secondo me il punto focale sta nel termine "condivisione", sia che tu sia a letto con tua moglie quanto con una intrigante sconosciuta il darsi reciproco piacere e condividerlo abbandonandosi senza remore alle sensazioni ed al desiderio è l'unico modo che io conosca per avere un rapporto veramente appagante. I limiti dovrebbero essere posti esclusivamente dal rispetto dei recipoci desideri, senza forzature nell'assecondare quelli che non ci piacciano.
Ho toccato un altro punto fondamentale, come facciamo a sapere cosa non ci piaccia se non proviamo? Sovente siamo bloccati da ciò che crediamo non ci debba piacere, come conseguenza di tabù sociali o psicologici: certe cose non si fanno perché provare piacere in "certi modi" è disdicevole (mi sono capitate donne che non accettavano il sesso orale - salvo praticarlo - altre si irrigidivano al solo sfiorarne l'ano... e così via). Certo la reciproca conoscenza e la confidenza coi rispettivi corpi, tempi e gusti del piacere, si acquisisce col tempo, con la frequentazione. Però è necessaria la disponibilità nel provare, coi propri tempi, ciò che al partner possa piacere; semmai diremo poi di no, se non ci aggrada.
Per concludere una citazione da Colorado Café Live: "Sono tutti froci.... col culo degli altri!"
amarti m'affatica mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
amarti m'affatica mi dà malinconia
che vuoi farci è la vita
è la vita, la mia
amami ancora fallo dolcemente
un anno un mese un'ora perdutamente
[CCCP]
Sesso.... o esse
Visto che qualcuno visita il blog, a parte me (2/3 volte algiorno, altrimenti che narciso sarei??) ed una mia amica.... mi hanno detto: scrivi qualcosa, parla di sesso è la cosa che attira di più (mi ricorda Luci a San Siro di Vecchioni.... citazione per i miei coetanei).
Allora eccoci, ho pensato "cosa posso raccontare?", non che non ci siano storie, ma non mi pare carino "compromettere" la partner di quella particolare storia.... in fondo sarò pure bastardo, ma ancora cavaliere. Quindi ho pensato di generalizzare, e di porre ai (pochi) lettori un quesito, uno spunto di riflessione. Partiamo però dai fatti; in questi ultimi due anni ho cambiato radicalmente il modo di presentarmi e propormi al sesso femminile, se prima avevo un'aspetto ed un atteggiamento (anche mentale) da cosiddetto bravo ragazzo ho inziato ad essere "bastardo". Nessun impegno e nessuna promessa, nessuna remora nel frequentare anche più di una donna contemporaneamente (non ci crederete, ed in effetti non ci credo neppure io ma sono arrivato addirittura a 4), e parlo di relazioni di una seppur breve durata, oltreché di storie di una notte. Allusivo e sfuggente lascio intendere che la signora di turno non sia l'unica, certo mantengo modi cortesi ed affascinanti ma dichiaro subito se desidero solo giocare, almeno sino a che per entrambi sia gratificante il gioco. Risultato, negli ultimi due anni ho avuto più donne che nei precedenti 43 della mia vita (comprese la tata e l'insegnante elementare, non che ci abbia fatto nulla, mi sono "svegliato" tardi anzi, ma sono donne e le conto)
Sino a qui nulla di che, anzi direi che sia il non tanto nascosto sogno di molti uomini. Ma la cosa destabilizzante è che proponendomi in modo così disinvolto e scoperto, sia in rete che nella quotidianità, sono diventato oggetto della concupiscenza di numerose donne sposate in cerca di evasione, o di "ragazze" single per nulla desiderose di trovare marito. In sostanza sono diventato e stato, per un certo periodo, un "uomo oggetto", un uomo con cui giocare al gioco della seduzione, da usare per la propria soddisfazione e gratificazione, da lasciare però all'indomani, prima che possa diventare una costante con cui dovere fari i conti. In poche parole un amante. Donne sposate e fidanzate hanno mutuato i comportamenti e gli atteggiamenti dei maschi di qualche anno fa.
Con ciò non ho alcun intento moralizzatore o intendo dare alcun giudizio, ma semplicemente constatare come i ruoli si siano realmente ribaltati. Ciò che sino a qualche anno fa avveniva in misura minore, e molto più nascosta, ora è quotidianità e realtà: le donne sono diventate predatrici ed i maschi le prede (non sempre, ma in molti casi). Da qui tutta la letteratura sociopsicologica sulla crisi del maschio e bla bla assortiti.
Quello che però mi incurioscisce, e chiedo a lettori e lettrici del blog è quanti di voi si siano trovati nelle medesime situazioni, ovvero l'uomo oggetto e la femmina predatrice sessuale. Scrivete gente, scrivete....
I tuoi capelli, Amore
Amore, i tuoi capelli sparsi sul mio volto mentre il tuo capo poggia languidamente sul mio petto
Amore, i tuoi capelli portati sulla mia bocca dal vento che profuma di zagare e di mare
Amore, i tuoi capelli sui miei occhi mentre china sopra di me abbandoni le tue labbra sulle mie
Amore, i tuoi capelli serici che si insinuano ovunque su di me
Amoreee, i tuoi capelli............. tagliali !!!
"Le cose piacevoli della vita o sono illegali, o sono immorali o fanno ingrassare" [B. Shaw]
Eccomi, ebbene sì.... ho deciso che il motivo che mi ha spinto a creare questo blog è puro e semplice narcisismo. Intendiamoci, non il genere che mi porti ad aggiungere decine di immagini o link a siti improbabili, ma il narcisismo di leggermi per dirmi poi da solo quanto sono bravo e "profondo". Una forma di introspezione? No, quella sono uso farla costantemente, nel senso che non vado in giro per casa parlando da solo (una volta lo facevo con i miei gatti), ma intendo dire che riesco a guardare in me con onestà ed obiettività. Non affiderò a queste righe il mio intimo profondo, credo di non averlo mai fatto neppure con le persone a me più care, o meglio l'ho fatto ma a sprazzi: diverse persone conoscono diversi frammenti del mio animo, come pezzi di un puzzle sparsi in diverse scatole nessuna riuscirà a ricostruire l'insieme. Probabilmente una corrazza che ho indossato e di cui non riesco a liberarmi totalmente, il non tanto segreto timore di lasciare il fianco scoperto alla mercé della persona sbagliata.
Credo di essere in una fase "dark" della mia vita (dal format del blog non si direbbe, vero?), quelle in cui ti senti aggrappato ad una tavola del fasciame della tua nave distrutta dal fortunale, ed in totale balia del vento e delle onde. Però io mi ostino a nuotare, e nonostante il vento tenti di sospingermi indietro e sia costretto ad ingoiare sorsate di acqua salata che rischiano di soffocarmi sono sicuro di me e di riuscire a raggiungere il mio obbiettivo. Ma quanta fatica costa tutto ciò, quanti brandelli di anime (che non so più se siano mie o di altri) devo lasciarmi alle spalle per riuscire a superare frangenti sempre più alti e spumeggianti.
Cosa c'entra ciò con il narcisismo.... ora ci arrivo. Non mi mancano certo le "gratificazioni" esterne: il mio ego di maschio esce amplificato dal vedere che esercito più fascino sulle donne ora rispetto ad una decina d'anni fa, e me la cavo benino anche dal lato sessuale (coito ergo sum... ahahahahah); professionalmente mi vengono riconosciute capacità e competenze eclettiche (e allora perché non guadagno milioni??); gli amici mi cercano sovente, sono brillante ed ironico e se non sono in serata da sbronza triste/cattiva sono un buon animatore; ho pure scoperto a distanza di numerosi anni (ne ho 45) che i miei genitori mi hanno voluto bene anche da ragazzino, anche se non lo hanno mai dimostrato con gesti d'affetto palese; ho buoni rapporti con le donne che ho lasciato e che sono state importanti nella mia vita, hanno ancora affetto per me e per l'uomo che sono stato per loro (ho detto uomo, non maschio!). Allora perché il narcisismo e l'autogratificazione? Perché ogni tanto mi lascio andare alla corrente della vita, inerme, per riprendere fiato e forze, e perché quei momenti non diventino una costante ed io ritrovi la forza di riprendere a nuotare controcorrente ho bisogno di credere che io sia più di tutto ciò. Rileggendomi voglio pensare di potere ancora dare qualcosa di più intimo ed intenso, di potere fare qualcosa che non sia solo per egoistica soddisfazione...... ho voglia di donare..... di lasciare un'eredità di me e delle mie esperienze.
Cazzo, mica mi sarà venuto in mente di fare un figlio??
Eccomi qui, a postare il primo vero scritto. Quando ho iniziato e leggere gli altri blog, e successivamente deciso di farne uno mio, mi sono posto una domanda: perché si crea un blog? Le risposte che mi sono date sono molte, e differenti.
Prima di tutto credo si tratti di una forma di narcisismo; scrivere per rileggersi, per godere della propria (eventuale) abilità letteraria, guardare e modificare la propria pagina aggiungendo nuovi particolari per poi osservare e riosservare compiaciuti il risultato ottenuto. In secondo luogo, quando non sia un puro esercizio di stile, lo scrivere qui può essere considerato una forma di psicoterapia (gratuita); raccontare i propri pensieri, le proprie sensazioni, piangere e ridere dinnanzi alla propria immagine riflessa dal monitor è quasi come essere dal terapeuta, si può aprire la propria intimità senza tema di essere interrotti o giudicati (se non a posteriori). I pensieri scorrono liberi senza pastoie o costrizioni imposte dalla comune morale e senza l'imbarazzante giudizio di occhi che ci scrutano.
Credo vi sia anche un aspetto "sociale", ovvero la possibilità di scambio con persone che altrimenti non avremmo mai conosciuto, e con cui di conseguenza non avremmo mai dialogato. In rete - oltre alla pletora di psicotici monomaniaci e principesse sul pisello - ho avuto modo di trovare menti argute, conversatori (e conversatrici, ovviamente) brillanti e profondi.... in qualsiasi momento ne puoi trovare qualcuna senza rompere le pa##e al tuo migliore amico alle 2 di notte.
Infine, ma non da ultimo, ci si può divertire un mondo. Puoi ridere e scherzare, sparare le peggiori ca##ate della tua vita e cacciare balle incredibili senza che nessuno ti giudichi, anzi rischi di trovare chi ti "tenga botta". Tutto ciò io cerco di farlo anche nella mia vita reale, perché mi rattrista molto dover pensare che si sia costretti a ricorrere alla tastiera per dire e fare ciò che dovrebbe essere naturale esprimere anche nella quotidianità...
Per chiudere degnamente una invocazione che mutuo da Roberto "Freak" Antoni (Skiantos):
"Che Dio me la mandi buona! .... e magari senza mutande"